VITA E DETTI DEL SAGGIO TZE PFUI

Maestro, domandò un giorno il giovane discepolo Romp Coh Glioh, che fate?
Non vedi? rispose Tzè, Il saggio non ha fretta. Il saggio a aspettare
- Cosa maestro?
- Aspetto che cresca la fragola da questa pianta di fragole
- Maestro, quella è una pianta di ortica.

 

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Di quanto il tempo a noi volse le spalle

non so dirti ormai

che poche e disadorne frasi.

 

Ora che apre portali il buio

qui dove il sonno

è diventato attesa, qui

dove non germoglia grano o luce

o stento riso non fruttifica

ed ovunque è ansia e strepito

d’autunnali mosche

 

Dall’alto dei palazzi luci

livide inzuccherate degli schermi

una notte che tossisce lenta

copre le strade vomitando

lontani guaiti di sirene

 

Dove si è rintanata l’eleganza

delle tue ciglia sconosciute

quando guardavi nelle stelle

che mai ti riguardarono?

 

Averti e dormire finalmente

come se tutto

fosse nell’alta culla dei destini

molle intestino

soffice figlio che dorme.

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Nel considerare l’amore (o quello che i più chiamano amore) esistono tre tipi di uomini e donne.

Costoro sono simili ad un gruppo di persone convinte di poter scavare un buco fino ad attraversare la terra, da parte a parte, senza trovare mai roccia.

I primi, una volta trovata questa roccia continuano testardi a scavare credendo sia ancora terra fragile e molle finchè non rompono il piccone o la pala da scavo.

I secondi credono invece che scavando una nuova buca qualche metro più in là non troveranno questa volta ostacolo alcuno. (insomma è questione di culo).

I terzi infine, trovata la roccia piangono la loro fatica sprecata ma sono andati così in fondo che non riescono più ad uscire dal fosso.

Solo pochi sono coscienti che troveranno la roccia e quando hanno imparato ad accettarla hanno desiderio di conoscere se sia oro o massiccio granito. Sono i soli ad amare nell’unico modo concesso ad un uomo.

*

 

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Salta il grillo sulla stoppia
Saltano gli anni e l’eta raddoppia
Salta il cuore salta la pioggia
Solo la vita non salta, s’appoggia
Leggera sulla tua spalla
Come stupenda farfalla.

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“Una strana tesi di laurea, un labirinto, una setta segreta, uno studente sfigato alle prese con dei frammenti sconcertanti, l’immancabile bella figliola, un caso irrisolto, una puzza di pesce, frammenti gnostici, ciambelle di una volta. Il tutto in una Cagliari onirica, misteriosa e sfuggente. Opera prima dell’autore di “Se mi lasci non sale” e premio Vucumprà 99, ritornato oggi negli scaffali ad accumulare gloria e (sopratutto) polvere.Il romanzo offre una incredibile serie di interpretazioni non ultima delle quali quella di zeppa per un tavolo traballante o fermacarte ecologico”
(Il messaggero del libro usato)

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Là ove tu vedi allegro gracidar

di betoniere e gru e capimastri

un tempo era campagna.

 

S’andava a cogliere strani oggettini

li si chiamava fiori, poi non sò.

 

Ma questo molto tempo fa

prima che si sbagassasse il mondo

prima ancor del gratta&vinci

quando gli animi di noi

erano innocenti

qual mutanda di zitella

e si credeva di percorrer dritti

l’autostrada del progresso…

 

Ubiquo ci fermo lo pizzardone.

 

 

 

 

 

 

 

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